L'Atelier Tattoo Magazine N° 4 - Aprile 2020

In: Magazine

Tattoo Magazine Aprile



Editoriale



Quando il mare è calmo ogni stronzo è marinaio.

Questo editoriale non sarà consolatorio, vorrei dirti che andrà tutto bene per consolarti, ma purtroppo non è nel mio stile..

Preferisco essere realista, ma non per questo sono negativo o pessimista.

 

La brutta notizia è che non verrà nessuno a salvarti.

Sicuramente ci sarà qualche agevolazione, qualche sgravo fiscale, qualche rimborso, ma non saranno di certo quelli a tirarti fuori da questa situazione.

 

Quella buona è che ce la puoi fare da solo, ma devi tirarti su le maniche ed assumerti le tue responsabilità.

Ne verremo fuori, in un modo o nell’altro, come abbiamo sempre fatto.

 

L’essere umano ha capacità di adattamento straordinarie, ci sono già state grandi epidemie in passato ma siamo ancora qui.

Abbiamo già passato grandi crisi, una delle ultime nel 2008, ma eccoci ancora in piedi.

 

Passeremo anche questa, non sarà facile, ma come dice il titolo dell’editoriale di questo mese...

Sono tutti bravi quando le cose sono facili, è quando le cose si fanno difficili che si vede chi ha il carattere, e sono sicuro che tu sei uno di quelli.

Noi di “L’ Atelier” non vi lasceremo soli.

 

Questo mese continuiamo a lavorare per voi anche rinchiusi in quarantena,

Per darvi supporto ed informazioni utili ad uscire da questa situazione.

 

Questo mese abbiamo intervistato per voi Massimiliano Allievi, un Dottore Commercialista che stimo molto, che ci darà ottimi consigli sulle strategie da usare per affrontare la quarantena e la riapertura, in più qualche consiglio tecnico su quali sono le tutele ed i rimborsi disponibili per le partite iva e come fare per ottenerli.

Vi lasciamo comunque il suo contatto per avere approfondimenti.

 

Altri argomenti importanti saranno quelli sul mindset giusto da mantenere in questi momenti duri con qualche consiglio pratico per migliorare il nostro modo di agire.

 

Quindi... tiriamo fuori le palle tutti assieme e facciamo vedere al resto del mondo come noi Italiani sappiamo reagire alle crisi ed ai problemi!

 

Ora vi lascio alla lettura della nostra rivista e mi raccomando ragazzi, non si molla un centimetro!



Daniele Rizzioli

L'Atelier Tattoo Magazine



Pagantis


La gente tornerà a spendere?


Ma quando l’emergenza sarà finita, la gente tornerà a spendere come prima oppure no?



 

Questo è il dubbio che attanaglia la maggior parte dei professionisti del nostro settore.

 

Viviamo un momento storico surreale, le notizie che ci arrivano sono poco chiare e a volte contrastanti.

 

Il virologo che smentisce l’altro virologo.

 

Il politico che ha studiato su Facebook che smentisce il virologo e vuole farci andare a lavorare tanto durerà anni.

 

L’altro che dice che è un influenza e poi muore.

 

Quello che dice che non si può neanche andare a correre nei campi da soli..

 

Sta di fatto che pur astenendoci da pareri personali, ci sembra che la quarantena sia il modo più sensato per contrastare o almeno rallentare questo maledetto virus.

 

Ma la paura di una partita IVA è già proiettata su quello che succederà dopo...

Per quanto tempo starò chiuso?

E se quando riapro la gente non avrà più soldi in tasca?

E se avranno paura di avere contatti con altre persone?

 

Chi può dirlo?

Le previsioni e le opinioni dei cosiddetti “esperti” si sprecano.

 

Abbiamo provato a dare un’occhiata nel paese dove tutto è cominciato prima che da noi...

 

La Cina è stato il primo paese che ha avuto a che fare con il COVID-19 e sembra anche che sia il primo paese ad uscirne in modo egregio, se le informazioni che ci arrivano sono corrette.

 

Mentre in tutto il mondo si allunga la lista delle attività in quarantena ed aumentano le città chiuse in quarantena, la settimana scorsa era uscito un articolo su Repubblica del 17 Marzo 2020 curato da Giulia Crivelli,  che parlava addirittura di “Revenge spending”, la spesa fatta per vendetta.

 

Dall’articolo di Bloomberg News con i pareri degli analisti (in inglese): “Revenge Spending Spurs Chinese Luxury Rebound From Virus”

 

L’85% delle 3.600 gioiellerie della più grande catena cinese, Chow Tai Fook Jewellery Group, che è anche il più grande gruppo del settore al mondo per fatturato, hanno riaperto, con alcune precauzioni: mascherine per gli addetti e accessi ristretti.

 

Ma fuori da ogni negozio ci sono già le code.

 

Lo stesso vale per maison del lusso come Chanel: i negozi in Italia e molti altri Paesi sono chiusi, quelli in Cina hanno riaperto e anche in questo caso da domenica si sono viste le prime file.

 

Il quotidiano China Daily ha pubblicato un altro articolo che dà il senso dell’umore post-quarantena.

 

Il titolo era “Recovery wish list being drawn up” ovvero: “si cominciano a scrivere le liste delle cose da fare per riprendersi”.

 

Ai primi posti ci sono: andare al ristorante, viaggiare, festeggiare e fare shopping.

 

L’articolo del China Daily (in inglese):

“Recovery wish lists being drawn up. Public eager to dine out, travel and make merry”.

 

Il paragone con la Sars

 

China Skinny , società di marketing e strategie molto famosa in Cina, prevede una ripresa “esplosiva” del settore turismo, domestico e verso l’estero, sulla base di quello che successe dopo la fine dell’emergenza legata alla Sars nel 2003.


Sheryl Shen, associate marketing manager di China Skinny, intervistata dal China Daily, ricorda che, durante la Golden Week dell’ottobre 2003, prima occasione festiva dopo la crisi Sars, il numero di voli fece un balzo del 200% rispetto all’anno precedente.

 

Per lo Spring Festival del 2004, l’aumento fu del 201% rispetto allo stesso periodo del 2003, un mese prima dello scoppio della Sars.

 

Ma in questi giorni invece arriva la contro-notizia.

Altri articoli usciti questa settimana in diverse testate giornalistiche Italiane sembrano stoppare l’entusiasmo degli articoli precedenti.

Sembra difatti che si sia si ricominciato a spendere, ma non nelle attività dove si può venire a contatto con altre persone.

 

Pare che palestre, ristoranti e luoghi di ritrovo dove si socializza debbano ancora aspettare, la gente preferisce comprare cose che gli servono per stare in casa.

 

Sono due le paure delle persone:

Hanno ancora paura di essere infettati.

Temono di spendere soldi e non averne in caso di crisi economica.

È vero, è possibile che dovremo ancora convivere con questo virus per un po’ di tempo, e sicuramente anche con il terrore psicologico che ha portato in tutti noi, nei prossimi mesi è probabile che dovremo fare degli adattamenti al nostro stile di vita e alle nostre vecchie abitudini, ma non sarà per sempre.

 

Ci vorrà solo più tempo a tornare alla normalità.

 

La paura di spendere è sicuramente giustificata, ma è anche vero che è solo spendendo che ripartirà l’economia mondiale.

È notizia di qualche giorno fa, l’ultimo decreto di Conte per gli aiuti economici alle piccole, medie e grandi imprese, un iniezione di liquidità di una portata tale che, forse, non si era mai vista prima, questo ci fa ben sperare.

 

Cosa puoi fare Tu, tatuatore,

adesso?

 

I nostri consigli personali sono:

 

Non perdere i contatti con i tuoi clienti, non abbandonarli adesso continua a condividere contenuti, crea un dialogo con loro, tienili informati.

Cura i tuoi social, impara cose nuove, capisci come promuoverti al meglio quando la quarantena sarà finita.

Studia delle azioni concrete per aumentare la sicurezza igienica del tuo studio quando riaprirai, metti giù un piano di azione e comunicalo ai tuoi clienti.

Cerca di rassicurarli sul fatto che, rispettando le norme di sicurezza, usando il materiale adatto, limitando l’accesso ad un cliente per volta e sanificando gli ambienti, il tuo studio sarà un luogo sicuro dove poter continuare a tatuarsi.

 

Nessuno può dire quanto durerà tutto questo, ma ogni crisi sanitaria, ogni crisi economica del passato, ha sempre avuto un inizio ed una fine e la ripresa è sempre stata fiorente.

 

Forse ci vorrà di più di quello che pensiamo, ma con qualche aiuto economico e con la collaborazione di tutti, l’Italia si risolleverà anche questa volta come ha fatto in passato.

 

Noi di “L’Atelier” non gettiamo la spugna, le avversità aguzzano l’ingegno.

 

Molte crisi sono riuscite a tirare fuori le parti migliori dell’essere umano per trovare soluzioni, e siamo sicuri che riusciremo a farlo anche questa volta.

L'Atelier Tattoo Magazine



Electric Dormouse




Intervista a Massimiliano Allievi

TI provvedimenti adottati per contenere i rischi dovuti al contagio del Covid-19 hanno (ed avranno), per forza di cose, un impatto imponente su quella che è l’economia mondiale.

 

“Ci sarà lo Stato per aiutarci in questo momento così delicato?”

 

Tutti, in questo momento, si chiedono cosa succederà “dopo” e vogliono capire come si devono comportare per poter salvaguardare la propria attività.

Lo stato si è detto fin da subito disponibile a sostenere tutte le Partite Iva con bonus economici, compensazioni a credito di imposta e cassa in deroga per i dipendenti.

 

Quindi?

Cosa vogliono dire questi termini?

Come bisogna fare per richiederli?

 

Notizie, decreti, dichiarazioni in continua evoluzione non aiutano a rendere comprensibile quello che ognuno deve fare davvero, purtroppo però l’emergenza è ora, subito.

Pagare l’affitto dello studio, quello di casa, le bollette, fare la spesa per mangiare.

La necessità di un sostegno economico non lascia spazio alla contorta burocrazia Italiana.

 

Per questo motivo abbiamo intervistato un Commercialista, Massimiliano Allievi che,  oltre ad avere un’ottima conoscenza delle pratiche fiscali ha già, tra i suoi clienti, diversi tatuatori e piercer italiani.

Per questo motivo abbiamo scelto di chiedergli come .....(continuare)

 

 

“Chi ha una Partita Iva sicuramente non sta passando un bel periodo. Quali sono, secondo Te, gli scenari economici che si prospettano per il futuro?”

 

Sicuramente il periodo non è positivo, questa emergenza globale, ed il conseguente blocco di tutte le attività, fanno sì che ad oggi sono cinque settimane che tatuatori, piercer e più in generale molti di coloro che hanno una Partita Iva non stanno fatturando.

Non c’è cosa peggiore per un’azienda di dover fermare in maniera obbligata la propria attività per così tanto tempo, avendo però dei costi da dover sostenere comunque, come l’affitto del locale, lo stipendio dei dipendenti e tutte le spese per la normale gestione dell’attività.

Lo Stato sta mettendo in atto una serie di provvedimenti che andranno a sostegno delle Partite Iva, io penso che serva liquidità, soldi subito per le tasche degli imprenditori.

Le prospettive...non sono un medico ma, leggendo ed informandomi su

questa emergenza sanitaria, temo che durerà per parecchio tempo e starà a noi, stato, imprese e cittadini, imparare a conviverci e rimettere in moto l’economia.

Mi viene in mente che il tatuatore, ad esempio, potrà gradualmente riaprie il suo studio, magari facendo entrare un cliente alla volta, facendogli indossare una mascherina e prendendo provvedimenti adeguati.

 

“Una delle tante paure espresse in questi giorni è che i clienti degli studi, una volta finita l’emergenza, potrebbero non avere soldi da spendere per tatuarsi. Pensi ci sia un fondo di verità in questo?”

 

Come si capisce dalle dichiarazioni dei grandi economisti, sicuramente, questo rischio c’è e potrebbe essere una crisi ben peggiore di quella che abbiamo vissuto nel 2008.

Non è solo l’Italia ad essersi fermata, si è fermato il mondo.

Finita l’emergenza sanitaria dovremo gestire una grande emergenza economica.

Sicuramente la gente avrà in tasca meno soldi da spendere.

Ci saranno però differenze importanti per i diversi settori imprenditoriali: un ristorante, ad esempio, ha perso il suo incasso per un dato periodo e non potrà recuperarlo perché per quanto si possa “riempire” il locale una volta passata la crisi, la perdita è stata “secca” e sarà impossibile da recuperare.

Mi auguro, invece, che per i tatuatori ci possa essere un recupero di quello che non è stato fatturato, magari sull’onda dell’entusiasmo dei propri clienti. L’aspetto psicologico in questo momento conta molto e possiamo augurarci che i clienti, per uscire da questo brutto periodo, vogliano “regalarsi” un ricordo, concedersi uno sfizio e, magari scelgano proprio di farsi fare un tatuaggio.

 

“Economicamente parlando, pensi che ci sarà un ritorno alla normalità? Se sì, in quali tempi? Se no, quali adattamenti dovremo avere?”

 

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